Primo piano

TEST HUU

TEST GENETICO HUU - CONVENZIONE CIRCOLO ITALIANO BULLDOG Il Circolo Italiano Bulldog, da GENNAIO 2018 a DICEMBRE 2018, al fine di effettuare uno screening dei bulldogs presenti in Italia ed incentivare l’utilizzo del test HUU ha stabilito una convenzione con il laboratorio SYN LAB VET a...

News
domenica 15 aprile 2018

15.04.2018 - CLASSIFICA ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI CAMPOBASSO

http://www.bulldogitalia.it/articoli.asp?id=828 ...

domenica 15 aprile 2018

15.04.2018 - CLASSIFICA ESPOSIZIONE NAZIONALE DI VOLTERRA

http://www.bulldogitalia.it/articoli.asp?id=826 ...

sabato 14 aprile 2018

14.04.2018 - CLASSIFICA ESPOSIZIONE NAZIONALE DEL SANNIO

http://www.bulldogitalia.it/articoli.asp?id=827 ...

agenda
sabato 28 aprile 2018

RADUNO DI PRIMAVERA

Giudice Lamont Sara (UK) ...

domenica 29 aprile 2018

SPECIALE DI GROSSETO

Giudice Vullo John (ITA) ...

Archivio

venerd́ 22 dicembre 2017

CODICE ETICO

In riferimento alle ultime richieste di chiarimenti pervenute al Circolo in merito alla possibilità di reintrodurre un codice deontologico per l’allevamento della razza bulldog il Consiglio Direttivo ha deciso di rispondere pubblicamente in un’unica soluzione in questa sede.

Senza ripercorrere la storia di tutti i codici deontologici approvati dal Club negli anni si ritiene opportuno considerare l’ultima esperienza avvenuta con l’introduzione del codice che venne approvato nel giugno 2013.Esso comprendeva regole deontologiche sui seguenti argomenti: CONDIZIONI DI ALLEVAMENTO, SELEZIONE, RIPRODUZIONE, PUBBLICITA’ E COMMERCIO. Potevano aderire allevatori con affisso e senza affisso e sul sito internet sarebbero stati inclusi, divisi per regione, solo quelli con affisso.Al termine del 2014 il Consiglio Direttivo rilevava come ventisette allevamenti, tra tutti quelli soci, avessero aderito volontariamente a quanto proposto sul sito internet secondo le regole ivi indicate.

Gli allevamenti soci con affisso aderenti (e quindi presenti sul sito del Circolo) erano i seguenti: Bisignano, Caliendo, Canestrale, Caprara, Caracciolo, Cavallini, Conterio, Dell'uomo, Della Torre, Fecchio, Liti, Giuria, Ierardi, Lorenzato, Marchiori, Martinini, Mari, Prosa, Russello, Sanson, Trotta, Urbani, Vullo, Zizioli. Aderirono anche allevatori senza affisso tra i quali: Battistutta, Bello, Ghisolfi.

Veniva constatato che pochi tra gli aderenti avessero inviato con precisione e costanza tutta  la documentazione ogni anno richiesta. Ciò avrebbe condotto inevitabilmente all’esclusione della quasi totalità degli allevamenti presenti (in quanto non era stata inviata la documentazione richiesta - ad esempio anche solo il modulo di adesione che doveva essere inviato a gennaio di ogni anno). Sulla base di quanto rilevato nel 2013 e di tutto il 2014 e inizio 2015 il Consiglio Direttivo in accordo con la Commissione Tecnica valutavano che non dovrebbe essere il club a costringere i soci ad essere “etici” ma dovrebbero essere direttamente gli allevatori ad essere interessati ed aderire a quanto proposto dal club e rispettarlo. Nei fatti ciò non accadeva e risultava anacronistico e controproducente insistere su tale strada.

Contemporaneamente a tale constatazione a fine 2014 veniva consultato l’ENCI per capire entro quali limiti potevano muoversi i Codici Deontologici dei club di razza.

Ci è stata pertanto inviata la lettera prot. n. 25005 del 1 agosto 2011, non ricevuta in precedenza, in cui l’ENCI aveva comunicato che veniva considerato come “unico riferimento per le attività degli allevatori riferite al Libro Genealogico il Codice etico dell’allevatore di cani” e veniva specificato come “in particolare il codice etico si riferisca alle condizioni di ALLEVAMENTO, DI SELEZIONE, DI RIPRODUZIONE E DI PUBBLICITÀ E COMMERCIO”.A seguito di richiesta di chiarimenti è stato spiegato al Club che LE ASSOCIAZIONI SPECIALIZZATE DI RAZZA NON POSSONO AVERE CODICI ETICI PIU’ RESTRITTIVI RISPETTO ALL’ENCI e per di più non si possono obbligare i propri soci a rispettarli. Consultato in merito un legale, in via informale, ci ha prospettato la possibilità che gli allevatori soci esclusi dal sito internet del club, in quanto non aderenti al Codice, potessero addirittura promuovere un azione legale nei confronti dello stesso per essere stati estromessi.

Si sottolinea inoltre come ad oggi di 74 associazioni specializzate di razza (dette anche Club di Razza), uniche associazione ufficiali riconosciute e sottoposte alle regole dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana:

-  solo 4 hanno codici etici tra cui 3 non meno restrittivi rispetto al Codice Etico dell’ENCI (quindi non prevedono limitazioni sui parti o sulla loro tempistica) e solamente un club ha un codice etico di pochissime righe che limita i parti in violazione del Codice Etico Enci;

- solo 4 pongono nella loro sezione CUCCIOLATE dei requisiti di pubblicazione, concedendola solo a cani con determinati test; tra questi 4 c’è il Circolo Italiano Bulldog che chiede il Deposito del DNA e la vista ecocardiografica (anche in questo caso con scarsissima adesione degli allevatori).

- un solo club ha una pagina di consigli per gli allevatori più restrittivi rispetto al Codice Etico Enci, ma sono solo consigli con nessun vincolo.

Si pone ad esempio come club di razza più vicino al nostro il Club Cani da Compagnia (avendo piccoli molossoidi per i quali pure la gravidanza termina con un cesareo) che considera come unico codice etico valido quello dell’ENCI.

Facciamo presente inoltre che anche qualora un club pubblicasse un insieme di regole “etiche” per l’allevamento non potrebbero essere vincolanti né per i soci, in considerazione di quanto detto sopra, né a maggior ragione per i non soci che continueranno ad allevare a loro piacimento.

Tutto ciò premesso nel 2015 il Circolo Italiano Bulldog ha deciso di eliminare il vecchio codice deontologico ed intraprendere una strada maggiormente volta alla selezione del cane dando la possibilità di valorizzare i soggetti che avessero test sanitari pubblicandoli in un elenco sul sito del club. E’ da ormai due anni che la pagina ALLEVAMENTI del sito del club presenta tale invito per gli allevatori (http://www.bulldogitalia.it/?cat=1&pag=3).

L’elenco non è mai decollato, probabilmente anche per una scarsa diffusione e pubblicità, e pertanto non si è raggiunto un numero plausibile di adesioni.

Ad oggi però il Consiglio Direttivo ritenendo di fondamentale importanza promuovere la salute del bulldog inglese ha deciso di insistere su questa strada, e cioè sulla selezione del cane, introducendo per il 2018 un nuovo “progetto salute” studiato sulla falsariga di quanto già fatto in Inghilterra dal Bulldog Breed Council (medaglia oro, argento e bronzo).
A breve verranno pubblicate le proposte che l’attuale direttivo intende porre in atto, pensando a misure specifiche volte ad invogliare gli allevatori e sperando così che, in questo caso, vi sia adesione e consenso per qualcosa pensato a favore della razza.

Comunichiamo ciò non in risposta alle polemiche che quotidianamente popolano i social network bensì per rendere partecipi i soci e gli appassionati di quanto è veramente successo negli anni e di ciò che stiamo in questi giorni provvedendo a fare.